1. Tu mi chiedi come ho fatto
    ad arrivare fin lassù.
    Ti dirò, mi son dipinto
    le mani e la faccia di blu.

    Tu mi chiedi di che sai
    ti rispondo: che ne so.
    Forse sai di albicocche
    fiori freschi e di bambù.
    Come nelle filastrocche
    pago io ed esci tu.

  2. Quella volta che ero partito in viaggio
    avevo lasciato chiuso il gas, spento le luci.
    Dimenticato sicuramente qualcosa,
    lasciato perdere tutto.
    Avevo perso sicuramente il senso dell’ora;
    i giorni, i minuti, anche i singoli secondi
    sparivano nel buco del lavandino
    scappavano dal tubo di scappamento dell’auto
    cadevano nella grata del tombino
    come chiavi di un’auto maledetta
    che non vuole lasciarti partire.

    Tu maledici l’auto perché non capisci,
    invece lei lo sa dove stiamo andando.
    Ci stiamo abbandonando come cani
    in un posto che non conoscono,
    come mogli all’Autogrill.
    Lei ha paura di non tornare indietro,
    tu ne hai invece voglia.

    Perciò guarda tu l’ironia: l’auto,
    che dovrebbe portarti ovunque,
    ti tiene bloccato, come negli inverni
    con la neve e la batteria giù.

    Le macchine lo sanno –
    guidare è solo un’illusione.

    Io quest’oggi mi volevo perdere,
    la macchina mi ha detto di no.
    Non si può raggiungere il deserto
    con la macchina
    se non ce l’hai un po’ prima in testa.

  3. Stranded

    Sono
    confidenzialmente solo.
    Tu non lo sai, io non te l’ho detto.
    No, non sto cercando
    di portarti a letto.
    Sì lo so ci vuoi venire lo stesso,
    guarda, fai come se avessi accettato.

    La mia vita io la spendo tutta in taxi;
    mi conviene. Ti fermi quando serve,
    costa meno di bollette.
    Poi passa il rosso, passa una donna,
    ma tutte le cose passano via.
    Il taxi è una metafora di vita.

    Ho giocato ad Armageddon Di Parole
    l’altro giorno. Se rimani senza dire niente
    è perché non sei il più bravo, ma nemmeno
    insufficiente. Sfoderando punti bonus e anagrammi
    sono rimasto a bocca aperta quando mi hai detto
    che non sapevi amarmi.

  4. acquasalata asked: Ora dimmi seriamente se quella filastrocca sulle zanzare funziona! Perchè io sono stufa di lottare di notte e svegliarmi la mattina con la strisciata di sangue sul muro! ;D

    Purtroppo non si sa perché per capirlo dovremmo fare un esperimento, e come noto questo blog usa solamente prodotti non testati su animali.

  5. Filastrocca che potete usare per far dormire le zanzare

    Care zanzare
    siete tante e siete belle
    siete le fotomodelle
    che ci fanno arrabbiare
    quando la temperatura
    fa sentire il suo calore
    con un pizzico indolore
    sconfiggete la paura
    di vedere imponenti
    calzature arrivarvi sulle ali
    e voi state lì tutte normali
    con il sangue tra i denti.
    Accidenti! Mi verrebbe di gridare
    ma voi state già dormendo
    pertanto quindi reprimendo
    a dormire potete pure seguitare.

  6. Oroscopo

    Capricorno. La vita vi sorride, ma è più un sorriso stile “ma guarda questa, va in giro con la zip dei pantaloni aperta”. L’allineamento dei pianeti è favorevole all’uso di maggiore grassetto nel vostro curriculum vitae. Giove non è abbastanza inquadrato, reclama spazio tra gli altri pianeti, ma questo è un problema tra me e lui. Per le donne tra i 16 e i 25 anni: oggi l’amore scende dalle scale di casa vostra. Per le donne dai 25 ai 34: però inciampa sull’ultimo scalino. Per le donne dai 35 ai 50: state credendo al Topexan come i bambini stanno credendo a Babbo Natale. Per le donne sposate tra i 50 e i 60: se vostro marito ci mette troppo tempo in bagno non è colpa dell’Imodium che gli avete messo nello sformato: sta solo cercando di evadere costruendo una corda di fortuna con carta igienica e asciugamano. Per gli uomini: non portate l’asciugamento a fiorellini in palestra. Non questo mese. E pensare che vi chiedete perché vi guardano tutti storto. Per le nate tra l’8 e il 12: quest’oggi gli autobus viaggiano con una media di 20-25 minuti causa maltempo. Per tutti: ascoltare Marco Masini di prima mattina non aiuta il resto della giornata, ma questo non è che ve lo doveva dire un oroscopo. I voti: salute: tre palle; lavoro: du’ palle; eros: a palla.

  7. Una volta ero coatto.

    Una volta ho conosciuto un tizio coatto. I coatti sono molto sinceri. Io sono molto sincero però non sono coatto; non mi è stato possibile esserlo. Al posto di essere coatto ho le convulsioni. Non mi è stato possibile essere coatto non per le convulsioni, che in realtà ho scelto di avere come premio di riserva per l’impossibilità di essere coatto, ma per una ragione differente. La ragione è che quando sei coatto hai un impoverimento lessicale che per esempio, ma anche altre cose, riduce tutte le doppie nelle parole e siccome io non potevo permetterlo perché ai tempi spegnevano l’analogico e io lavoravo a Milano per risintonizzare pareva brutto dire “digitale terestre” con una erre sola, e da qui le convulsioni. Però i coatti sono sempre sinceri, ad esempio te lo dicono quando hanno votato sbagliato al televoto, oppure quando quella lì l’altra sera al Qube in realtà era un travestito.

  8. Amo il padre di Edipo.

  9. La metropolitana è lenta per colpa di gente che chiama le altre persone dicendo “sono quasi arrivato, scendo alla prossima fermata” quando invece deve ancora uscire di casa.

  10. Notizie dal mondo

    Ultime notizie che voi non avete letto perché indaffarati a risalire tutta la catena dei reblog della vostra suicide girl preferita.

    • Poggio Appiani, una frazione alle porte di Roma, è la città italiana con il più basso tasso di criminalità, secondo una ricerca della nuova Banda della Magliana. Lo scorso anno la Polizia ha risposto a due chiamate di pronto intervento: una per un gatto che non riusciva a far scendere la sua padrona dall’albero; l’altra per un allarme di una saracinesca che è stata fermata nel tentativo di cambiare negozio; nessun procedimento per la saracinesca, tra l’altro tutelata dall’incapacità di intendere e di volere, ma l’allarme è stato denunciato per procurato allarme.

    • L’Istituto di Paleontologia umana di Roma, durante i suoi studi sui fossili dei primissimi Festival di Sanremo, ha scoperto che numerose canzoni di Migliacci/Bacalov erano in realtà produzioni ispirate dalla loro passione per i treni di tutto il mondo. Un esempio lampante è “Meglio il Madison”, interpretata nel 1962 da Gianni Morandi, il cui titolo è in realtà l’anagramma della stazione di Sonegli Imma Lido, città balneare dove Franco Migliacci era solito trascorrere l’estate. Nel riff Do-Sol-Fa persistente nella canzone è inoltre riconoscibile il tipico suono di avviamento del locomotore E.321, popolare in quegli anni.

    • Google ha scoperto un nuovo bug per cui se digitavi “i segreti di una bellezza autentica ad un costo ragionevole, in un contesto di crescente attenzione per un aspetto fisico modellato su canoni artificiali dettati da logiche del consumo” avevi sempre quattro esponenti politici della Prima Repubblica tra i risultati. Adesso il bug è stato corretto e viene visualizzato il risultato previsto: nessuno.